Paragoniamo le risposte in frequenza dei vari microfoni e scopriamo il loro utilizzo. Attenzione questi dati sono repliche didattiche nei miei corsi di Tecnologie musicali e potrebbero non corrispondere esattamente ai microfoni indicati.
I microfoni vengono generalmente classificati in tre categorie principali in base al loro principio di funzionamento, ognuno con caratteristiche sonore distintive:
Utilizzano una bobina mobile e un magnete per convertire le onde sonore in segnale elettrico. Sono noti per la loro robustezza, la capacità di gestire livelli di pressione sonora elevati e una risposta in frequenza che spesso enfatizza le medie frequenze. Sono ideali per strumenti dal suono forte e voce dal vivo.
Esempi: Shure SM58, Shure SM57, Sennheiser MD421, AKG D112, Audix D6,
Utilizzano una capsula a condensatore e richiedono alimentazione phantom. Offrono un’ottima sensibilità e una risposta in frequenza estesa, con una riproduzione dettagliata delle alte frequenze. Sono ideali per registrazioni in studio di voce, strumenti acustici e applicazioni che richiedono catturare dettagli sonori sottili.
Esempi: Neumann U87Ai, AKG C414, Rode NT1-A, Audio-Technica AT4050
Utilizzano un sottile nastro metallico sospeso in un campo magnetico. Hanno una risposta in frequenza naturale e calda, con un carattere “vintage” e un’attenuazione delle alte frequenze. Sono apprezzati per la loro capacità di catturare un suono naturale e per ammorbidire sorgenti sonore aggressive.
Esempi: Royer R-121, Beyerdynamic M160, AEA R84, Coles 4038